Foibe: la storia negata.

Il termine “Foiba” è una corruzione dialettale del latino “fovea”, che significa “fossa”, le foibe, infatti, sono voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall’erosione di corsi d’acqua; possono raggiungere i 200 metri di profondità. In Istria sono state registrate più di 1700 foibe.
Il 30 marzo 2004, con la legge n.92, finalmente viene istituito “il giorno del ricordo delle vittime delle foibe”, e il termine foiba acquisisce un nuovo significato. Finalmente l’Italia prende coscienza su questa triste e angosciosa pagina di storia italiana.
48 foibe note oggi, su le oltre 1700, utilizzate come fosse comuni, tomba per migliaia d’Italiani; italiani con l’unica colpa di essere italiani e di conseguenza nemici del popolo. Uomini, donne e bambini vennero sterminati in terre italiane, Istria e Dalmazia. Prima torturati e seviziati e poi gettati nelle foibe per portare avanti un progetto, orribile, di pulizia etnica per la conquista di una parte delle nostre terre, della nostra nazione.
Josip Broz Tito, noto con il nome di battaglia maresciallo Tito, fu l’artefice della pulizia etnica ai danni del popolo italiano e del conseguente esodo, forzato, da Fiume, Istria e Dalmazia; pulizia etnica e esodo per mano oltre che dell’Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia anche per mano dell’OZNA e di Partigiani Italiani.
350000 italiani si trovarono senza casa, senza più una terra, fratelli e senza familiari; nessuna assistenza, nessun aiuto dallo stato per il quale loro hanno combattuto e perso tutto; una nuova vita da iniziare in città dove i loro fratelli italiani non li accettano in quanto tacciati di essere fascisti, ma in realtà la sola colpa di essere italiani.
Le foibe sono una triste pagina italiana, una ferita ancora aperta perché ignorata, perché gli istriani e i dalmati considerati cittadini di serie b, come di serie b sono le vittime italiane al confine orientale. Anche per i morti vi sono queste differenze.
Il genocidio non fu solo perpetrato nel periodo della seconda guerra mondiale, ma pure nel dopo guerra.

Ora la politica e le ideologia devono mettersi da parte e far sì che la storia possa scrivere queste pagine senza alcuna interferenza o vizi. Il giusto riconoscimento alle migliaia di vittime che ancora oggi non hanno una tomba e né un nome, il giusto riconoscimento ai familiari e al popolo italiano di Istria e Dalmazia che non ha mai potuto fare

ritorno nello loro terre e nelle loro case, e senza la possibilità di far visita alle tombe dei loro familiari.

Chiediamo che i libri di storia portino i giusti riconoscimenti ad un popolo che ha conosciuto tanta sofferenza e tante atrocità. Noi non chiediamo e non vogliamo riscrivere la storia, solo farla conoscere. Tutta.

Rating 3.00 out of 5