
Oggi in piazza Farnese per tutelare la democrazia nella Regione Lazio”
“Non possiamo permettere più che l’Università italiana continui ad essere ostaggio di un sistema gerontocratico e baronale, basato sul nepotismo e le amicizie piuttosto che sul merito e la qualità della ricerca. Concorsi trasparenti, modelli di governance efficienti e responsabili, ferrea e intransigente valutazione degli atenei, allocazione delle risorse sulla base dei risultati raggiunti. Richieste accolte nel testo della riforma universitaria del Ministro Gelmini ma che, purtroppo, tardano ancora ad essere applicate negli atenei romani e italiani. Un peso, quello dell’inefficienza e dell’assenza di meritocrazia, che gli studenti italiani non possono più sopportare, il cui disagio non può che sfociare in manifestazioni come quelle di oggi”.
È quanto dichiara in una nota il presidente romano di Azione Universitaria, Matteo Petrella, a margine dell’occupazione odierna degli uffici del Rettorato della terza università romana organizzato dal “Coordinamento degli studenti per il merito e la democrazia” che riunisce Azione universitaria, Progetto Roma Tre, Universitari per la Libertà, Patto Accademico.
Due gli striscioni calati dal Rettorato di Roma Tre, con le scritte “Vogliamo merito e democrazia” e “Vogliamo votare”. Quest’ultimo in riferimento alla mancata accettazione della lista del Popolo della Libertà e del listino di Renata Polverini alle prossime elezioni regionali.
“Non è accettabile – continua Petrella insieme al presidente di Azione Universitaria Roma Tre, Elena Gorgoni – che il rispetto rigoroso di procedure e formalismi burocratici impedisca un sano confronto democratico e violi il sacrosanto diritto dei cittadini laziali di scegliere chi sia il nuovo presidente della Regione Lazio. Una battaglia di libertà cui non intendiamo sottrarci: per questo scenderemo oggi in Piazza Farnese insieme a chi combatte contro la scellerata ipotesi di una democrazia distorta”. “Fatti che – ha aggiunto il dirigente provinciale del movimento universitario, Liano Magro – rischiano di demolire le fondamenta della rappresentanza sotto i colpi violenti della burocrazia. È necessario evitare un corto circuito nell’iter democratico o si rischierà un vuoto abissale tra popolo e istituzioni”.
Roma, 3 marzo 2010.

